venerdì 27 agosto 2010

"Ale, sono a casa, dobbiamo andare che l'ostello è pieno"

[Musica emozionale di sottofondo]


Quando chiami "casa" un posto con naturalezza sai che lo è per davvero.
La nostra casa di San Sebastian purtroppo è piena per questa notte. E' quindi con rammarico che abbiamo trovato un'altra sistemazione, non molto distante.

Cambiano i muri, cambiano i letti, cambiano i bagni ma certe cose restano nel cuore.

I momenti non si possono comprare, i momenti non ti dicono "non c'è posto" , i momenti ci sono e basta.
E sono momenti che parlano di telenovelas spagnole strappalacrime, che parlano di grandi serpenti e maestri del beccio, di discorsi strampalati in lingue abbozzate.

Ci ritroveremo tutti quanti questa sera per gli ultimi momenti insieme, in quella che per due giorni è stata la nostra casa. Tra poche ore varcheremo di nuovo quella soglia con la gioia nel cuore.

Ma ora siamo seduti in una stanza vuota, ci guardiamo intorno, smarriti, pensando a come ingannare il tempo.
Certo abbiamo molte cose importanti da fare come trovare il treno per domani, l'ostello ad Avignone, i messaggi su facebook, riordinare le idee e tutto il resto; ma se ci guardiamo intorno, non vediamo altre che vuoto. Nessuna faccia addormentata a darci sicurezze, nessuna persona con cui poter condividere momenti emozionali da telenovela.

Ma ora andiamo al mare, che non è sicuramente la peggiore tra le situazioni.

"Diremo un giorno che le nostre notti più belle furono piene di lune di fosforo e neon, di stelle di denti sorridenti di topi femmina, imbambolate dai nostri magici flauti.
La razionalità scivolava tutta nei tribali dei polpastrelli; il sesso nel dondolio delle pance a tempo e l'amore nella vibrazione delle nostre note, che mai, non furono soltanto scusa, per far tremare l'aria..."

"Sentirsi a casa, qui, non è cosa, non bastano questi suoni" (Zibba)

[Fine musica emozionale di sottofondo]