giovedì 19 agosto 2010

Porto

Giornata di camminate per Porto, bellissima città che si gusta meglio perdendosi.

Piantata la bandiera sui siti più turistici della città viene naturale infilarsi nei vicoletti "sgarrupati" della città, molto caratteristici e vissuti.




Qualche attenzione in più è d'obbligo ma non è possibile perdersi questi posti caratteristici, che costituiscono poi il cuore di questa città dove il tempo sembra essersi fermato (tranne che sulle facciate dei palazzi).

Il ritorno in ostello coincide con il riaffiorare della fame e si teme che il nostro spirito non possa contrastare i deboli desideri della carne; mi sa che ci spariamo un'altra Franchesina.




Si ritorna on the road

Come avete potuto immaginare il nostro spirito pellegrino si era un attimo accomodato, tra l'ospitalità di Anna e la genuinità del Pingo Doce.
Ancora poche ore e avremmo potuto farci l'abitudine.

Ma siamo ripartiti, rieccoci zaini in spalla arrivare nella bellissima Porto!

La sera ci siamo concessi una pietanza tradizionale, leggera leggera.

Un toast su più piani che conteneva nell'ordine:

- Pancetta
- Prosciutto
- Salsiccia
- Uovo
- il tutto ricoperto da uno strato di formaggio fuso e immerso in un delizioso sughetto

La pesantezza della nostra cena ci ha accompagnato per tutta la sera, spesa a fare quattro chiacchiere con Gonzalo, ragazzo cileno conosciuto in ostello e Alexandra, maestra di sci austriaca!