Ripartiti da Sagres in grande stile, i nostri piani si infrangono contro il piattume della città di Faro, che nel nostro immaginario doveva essere piena di vita e di locali notturni che ci aiutassero a passare la serata senza ostello.
Nulla di più sbagliato.
Le seguenti immagini documentano la desolazione del luogo e aiutano il lettore a immedesimarsi nel nostro stato d'animo.
Le nostre facce la dicono lunga sulla nostra disperazione mentre ci aggiriamo per le strade in cerca del centro della città; sarà proprio il comune vagare incerto che ci farà conoscere Marco, ragazzo milanese venuto in Portogallo in cerca del vento, con il quale divideremo la nostra breve esperienza a Faro.
Un paio di birrette e poi si decide di affrontare il tema notte:
trovare un ostello non è pensabile, dobbiamo tutti partire molto presto e Marco ha un aereo da prendere;
vagare per la città è altrettanto impensabile, vista la sua "sfavillante" vita notturna;
forse che l'aeroporto può risolvere la nostra situazione?! Forse.
Ci ritroviamo quindi in aeroporto, trovandolo abbastanza popolato di "pellegrini" in cerca di riparo, niente di meglio per la nostra nottata!
Sveglia alle 5:00, è arrivato il momento dei saluti; Marco prende il suo volo e noi il nostro taxi per la stazione in attesta del nostro treno diretto a Evora.
Un'altra inusuale serata passata ad ascoltare e raccontare storie, che arrivano così, un po' per caso.